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Stazioni di posta lungo l’intero tratto compreso tra Roma e Terracina

Esplorazione delle antiche stazioni di posta lungo il tracciato dell’Appia Antica

Studio coordinato dalla Dott.ssa Annalisa Cipriani e dall'Arch. Simone Quilici

Catasto Alessandrino

Premessa

La ricerca ha come oggetto la lettura del sistema dell’Appia Antica, attraverso la scelta di uno o più elementi che nel tempo ne hanno caratterizzato sviluppo, uso ed interpretazione; la scelta è ricaduta sulle stazioni di posta poiché si tratta di località e punti che hanno accompagnato l’uso e il disuso della strada attraverso i secoli, ma che poco sono state studiate in termini di potenzialità rispetto al contesto in cui sono inserite.

Ciò che si vuole stimolare attraverso questo studio è, in sostanza, la riscoperta di questi luoghi non solo per interessi strettamente ed unicamente archeologici, quali strumenti di conoscenza del servizio postale romano, ma anche punti di supporto e di forza per lo sviluppo di un parco lineare che permetta all’antico tracciato di recuperare la sua funzione di elemento nevralgico e strutturante per il territorio circostante.

Sviluppo e Strumenti:

La ricerca si è basata in primo luogo sulla necessità di comprendere il funzionamento delle stazioni di posta, collegato alla comprensione del sistema di gestione ed organizzazione del Cursus Publicus, attraverso la consultazione della bibliografia esistente.

In secondo luogo si è tentato di verificare le ipotesi formulate sulla possibile collocazione delle stazioni, riportando su mappa quelle più aggiornate in relazione al tracciato dell’Appia Antica e alla posizione dei centri urbani più vicini (rif. elaborato 1); questo ci ha permesso di tracciare una sorta di scheda grafica (la mappa appunto) in cui sintetizzare le relazioni che questi “punti sul territorio” sono riusciti a stabilire con il contesto, attraverso il raffronto tra bibliografia esistente e fonti itinerarie.

Le informazioni raccolte sono state sintetizzate in una serie di schede, redatte quale schematico riferimento alla localizzazione su mappa (rif. elaborato 1).

 

Questo tipo di indagine, che avvicina la localizzazione della stazione di posta alla relazione con il contesto territoriale di inserimento è stata allargata al Medioevo, al XVIII-XIX secolo fino ad arrivare ai giorni nostri, per mostrare o verificare il tema relativo alla eventuale continuità d’uso che questi luoghi hanno conosciuto nel corso della storia (rif. elaborato 2).

 

Il passo successivo è stato quello di comprendere e dunque di scegliere alcuni casi-studio su cui eseguire questo tentativo di “lettura critica” delle località, scelta che ha avuto come base l’identificazione di alcune situazioni particolari rispetto a contesto e stato di conservazione, nell’ordine:

- Presenza di evidenze archeologiche inserite in un contesto urbanizzato in maniera diffusa. Cattivo stato di conservazione dei resti (Caso studio 1- Bovillae rif. elaborato 3).

 

- Resti archeologici della stazione non visibili. Inserimento in contesto urbanizzato in modo parzialmente abusivo. Difficoltà di effettuare eventuali scavi per occupazione edilizia del suolo (Caso studio 2- Ariccia rif. elaborato 4).

 

- Presenza di evidenze archeologiche in contesto scarsamente urbanizzato, in cui si conserva ancora l’antica vocazione agricola. Scavi in stato di abbandono (Caso studio 3- Tres Tabernae rif. elaborato 5). 

 

- Resti archeologici della stazione non visibili. Inserimento in contesto scarsamente urbanizzato, con vocazione agricola mantenuta. Continuità d’uso realizzata nell’edificazione di un casale sul sedime dell’antica stazione di posta (Caso studio 4- Ad Medias rif. elaborato 6).

 

Per ciascuno di questi casi studio la ricerca storica eseguita inizialmente per l’intero tratto compreso tra Roma e Terracina è stata approfondita e supportata da un’indagine diretta, in cui il tentativo è stato quello di sovrapporre alla lettura “oggettiva” una conoscenza “percettiva” dei siti.

Il risultato di queste letture è stato schedato sinteticamente in due voci: criticità e problematicità, intesi quali spunti che muovendo da una conoscenza approfondita del territorio si pongono come punti di partenza di una progettualità volta al recupero dei valori individuati (rif. elaborati dal 3 al 6).

La documentazione è consultabile in “area riservata”.

Per informazioni: Prof.ssa Annalisa Cipriani, responsabile coordinamento scientifico, tel. 06 85372737, e-mail coordinamentoEF@italianostra.org - info@appiaonline.it